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Scritto da Redazione
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Sabato 21 Gennaio 2012 17:34 |
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Tutti ricordano il clamore mediatico e politico suscitato due anni fa dalla decisione del sindaco leghista di Adro, Oscar Lancini, che negò la mensa ai figli di quei genitori che non pagavano la retta (quasi tutti stranieri).
E tutti ricordano come il paese franciacortino si riscattò agli occhi dell'Italia intera grazie al gesto di un anonimo imprenditore locale, che staccò l'assegno da 10mila euro e pagò le rette arretrate.
Motivando il suo gesto con una lettera toccante. Il suo anonimato durò poco.
E il gesto di Silvano Lancini adesso gli vale il Cavalierato della Repubblica italiana.
Ha ricevuto la comunicazione ufficiale a fine 2011 e l'ha tenuta segreta ad amici e parenti, confidandola solo ai figli.
La motivazione dell'onorificenza non è riportata. Ma non è difficile intuirla. Silvano Lancini (che con il sindaco ha in comune solo il cognome, non vincoli di parentela) è amministratore della Smea di Erbusco, ditta di consulenza e fornitura di prodotti informatici.
Un imprenditore tenace e capace, come tanti. Ma con un senso etico fuori dal comune. Basta riguardare i passi salienti della lettera con cui motivò il suo gesto: «Non sono comunista. Alle ultime elezioni ho votato Formigoni (...). So perfettamente che tra le 40 famiglie ci sono furbetti che ne approfittano (...) Ma vedo intorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha meno (...) I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono (...) Ma dove sono i miei sacerdoti.Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo?»
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Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 17:47 |